Blue Day 2107


Blue Day 2107

Oggi parliamo in modo semplice di una cosa grande.

Autismo è una parola grande, che tanti ascoltano ma pochi conoscono.

Lo spettro autistico racchiude una serie di situazioni che possono risultare inconsuete, non convenzionali.

Parliamo di capacità straordinarie ma anche di una tendenza a chiudersi in se, di difficoltà comunicative, fino ad arrivare al disagio nel rapporto con gli altri.

E allora nasce il bisogno di una parola forte che non riguarda soltanto l'autismo ma la persona, perché prima viene la persona e dopo un'eventuale situazione.

Nasce da un cielo di palloncini blu che sbocciano da bambini che guardano al futuro.

Questa parola parla di stare insieme, di capire e ascoltare ma soprattutto fare.

Questa parola è Inclusione.

Molto ascoltata ma non sempre sentita.

Racconta della sicura convinzione che si ha quando si è certi della risposta positiva ad un nostro gesto volutamente propositivo.

Si riferisce spesso alla disabilità, ad alunni stranieri o in difficoltà.

E qui nasce l'errore...

Perché l’inclusione riguarda tutte le persone, con l’obiettivo di instaurare legami migliori.

Non ci vuole poi molto a trattare le persone come tali.

Questo passa da azioni bidirezionali perché l’inclusione non si fa a senso unico.

Allora il 2 aprile un nostro compagno ci ha ricordato una frase non detta sul suo volto.

"Entra nel mio mondo..."

Ci abbiamo provato per un attimo con una favola apparentemente semplice ma che nasconde un mondo speciale,ricco di significati potenti e quanto mai attuali.

Inconsapevolmente meraviglioso, il nostro amico si fa largo nel cuore di ognuno, aprendo via via gli occhi in una verità tanto banale quanto lasciata in disparte.

Siamo tutti speciali...

Ognuno unico, ognuno diverso.

Allora con occhi nuovi vediamo questo compagno diventare un gigante a cui tutti si vogliono aggrappare.

Si avvicinano con una carezza i più piccoli che hanno sentito il valore della storia,poco a poco gli altri, più grandi, che ne hanno razionalizzato il significato.

L'abbraccio continua fino ai compagni che l'hanno rappresentata e condivisa con la consapevolezza di chi sa l'importanza del proprio messaggio.

Intanto il nostro gigante sorride...

Qualche adulto si commuove ma soprattutto si sente per un attimo una parola non più detta ma finalmente concretizzata: 

Inclusione.

Grazie a tutti...

L'inclusione si fa tutti insieme, basta dire:"perché no?"

3 Aprile 2017 

La Primaria di Romanengo abbraccia scuola e il cielo blu, condividendo la storia "L'unicorno triste"di Davide Pavan e la fortuna di avere un compagno speciale.