Una gita storta e speciale

 
La quinta è una classe particolare...
È l'anno in cui si comincia guardare al futuro, complice il percorso fatto nel quinquennio alla scuola primaria.
È l'anno in cui  la curiosità è supportata dalla consapevolezza ed ai primi passi verso un'autonomia nuova. Dopo un anno di studi  arriva il mese di maggio,che porta il profumo  dell'estate carica di attese per un futuro già arrivato. In questo mese abbiamo fatto un viaggio...
Sì,Avete capito bene, proprio un viaggio,perché la meta è stata pensata proprio per dare quest'idea.
Tutto infatti era diverso a partire dal mezzo di trasporto: il treno. 
Questa scelta fortemente voluta proprio per proporre un'esperienza non solo nuova ma anche di autonomia proiettando nel concreto quelle vie di comunicazione studiate sui libri.
Il treno diventa per un attimo cinema virtuale,da cui vediamo le bellezze d'Italia che escono dalle foto dei sussidi scolastici per diventare cosa concreta. 
Seduti comodamente sulle poltrone prende forma la nostra terra,passando tra regioni, province e comuni che adesso possiamo quasi toccare dal finestrino. 
È proprio bello questo treno...
Ci consente di ammirare tutto questo commentando comodamente come se fossimo in un piccolo salotto tutto per noi.
Attraversiamo la Lombardia,partendo proprio da Romanengo sul nostro pulmino giallo, arrivando a Castelleone prendendo un primo treno che ci porterà nel nostro capoluogo di provincia: Cremona.
E qui comincia  un viaggio ricco di emozioni,con un treno che risponde al nome di freccia della Versilia.
Un nome letto qualche settimana prima a proposito della regione Toscana,terra ricca di tesori che ci apprestiamo a scoprire.
Il treno parte facendoci conoscere le terre al di là del Po, insinuandosi nell'Appennino,bello e a tratti selvaggio. Vediamo finalmente i calanchi studiati in quarta, e le valli fluviali scavate dai fiumi appenninici. Stazione dopo stazione scorgiamo delle vette alte ed  innevate...
Sono  le Alpi Apuane e quella che sembra neve non è altro che il gioco di luce realizzato da una roccia speciale:il marmo.
Queste montagne svettano fiere sulla pianura ritrovata della Liguria che abbandoniamo subito correndo verso sud. Tocchiamo i comuni delle prime province toscane,e i più attenti riescono a scorgere una pietra azzurra tra le vie che guardano ad ovest.
È solo un attimo ma si vede la magia inconfondibile del mare, che porta nuovamente  all'estate e alla magia di quel viaggio d'istruzione che si chiama gita,dove ogni cosa è fonte di apprendimento e la curiosità nasce spontanea.
Il lungo viaggio termina in un battibaleno e sulla stazione si legge il nome di Pisa. 
Inizia il nostro cammino attraverso la storia, l'arte,la letteratura e la bellezza che si fondono nel tempo con la religione e la cultura. Attraverso le vie scopriamo mille aneddoti grazie alla maestra Teresa,che conosce i segreti di questa città che non da spazio alla noia,aprendo le porte ad un passato nuovo è mai vecchio.
Giochiamo con il fiume Arno che ci accompagna ad una scuola che si chiama Normale.
Una bella foto di fronte a questo vanto d'eccellenza Italiana, con il desiderio non detto di vedere un domani qualche alunno.
Nemmeno il tempo di una foto e arriva la storia del conte Ugolino raccontata dalle mura del palazzo dell'Orologio. Prende dunque forma una storia antica che permette di parlare ancora una volta di Dante e delle storie incredibili nate dal suo genio senza tempo.
Dalla piazza dei Cavalieri imbocchiamo nuovamente vie e vicoli ammirando un urbanistica tanto diversa quanto bella. 
Ad un tratto qualcuno punta il dito con stupore vedendo una corona svettare dietro un edificio...
Ancora pochi passi e tocchiamo con mano la celeberrima Piazza dei Miracoli dove lo sguardo si perde in ogni dove. 
La corona di pochi istanti prima prende corpo tagliando il cielo con un fendente che risponde al nome di torre di Pisa. 
Ne avevamo parlato studiando la storia ma dal vero è tutta un'altra cosa, ammiriamo la maestria dell'arte passata sentendone nascostamente la mancanza. 
Allo stesso tempo apprezziamo l'ingegneria moderna che ha messo in sicurezza questa geometria irreale,palesando al mondo quest'imperfezione meravigliosa.
Ci spostiamo accarezzando i fianchi della cattedrale do santa Maria Assunta,puntando dritti al battistero con gli occhi pieni di magia.
Ascoltiamo in silenzio le storie della maestra Teresa e di questi marmi bianchi come la neve.
Saliamo buie e strette scalinate e quasi  tocchiamo la cupola con un dito, mentre dalle finestre la cattedrale guarda ai molti turisti che sembrano pezzi di un perfetto mosaico in movimento.
Mangiamo qualcosa abbracciati da un'erba verde smeraldo mentre la cattedrale ci attende  benevola. Una volta entrati raccogliamo nuovamente lo stupore e la meraviglia per tanta arte concentrata tutta insieme. La maestra Teresa continua raccontare sottovoce le storie di questo luogo,mentre il naso dei bambini si perde in ogni dove tra soffitti a cassettoni dorati, quadri di ogni dimensione e sculture di marmo tanto lisce e morbide da sembrare sostanza delle idee che rappresentano. 
Le maestre Sara e Giovanna indicano in ogni dove particolari e tesori che qui sembrano non esaurirsi mai...
Aleggia una magia particolare fatta di luci, silenzi e profumi.
Non siamo qui per caso, la maestra Teresa ci sta accompagnando in un percorso simbolico che dal battistero arriverà fino al Monastero, oggi Campo Santo, rappresentando idealmente la nascita,la vita e la morte.
Tutto questo in un percorso non solo religioso, ma soprattutto culturale, perché racconta attraverso l'arte il modo di vedere e interpretare il tempo. 
Giungiamo infine al Campo Santo dove ci attendono nuove storie e sculture potenti come la sostanza dei materiali che gli danno vita.
Attraverso le reliquie presenti ripercorriamo la storia fino ai giorni nostri, stupendoci ancora una volta della curiosità che ci ha regalato questo luogo.
Indugiamo ancora nella piazza dei miracoli, soffermandoci su un particolare della cattedrale: gli artigli del diavolo.
I bambini si perdono a contare questi segni sul muro simbolo di una leggenda avvincente che ci riporterà nuovamente alla torre di Pisa.
La torre assume nuovo volto in base alla prospettiva e alla luce del pomeriggio, regalando un'ultima emozione prima di rientrare..
Un'ultima foto tutti insieme  ferma per un attimo il tempo, non solo della gita ma di questi bambini immersi in questo cielo azzurro allegri e felici.
Il resto è un cammino a ritroso alla scoperta delle sfumature della luce del giorno come Santa Maria della Spina che veglia le acque dell'Arno. 
Risaliamo su quel treno magico osservando la terra mentre il sole lascia riflessi nuovi morendo nell'Ovest.
Racconta ancora tante storie questo treno...accompagnandoci nel nostro viaggio con prospettive diverse e incredibilmente nuove,fino ad arrivare nuovamente a Cremona stanchi e soddisfatti alle luci delle prime stelle.
 
È stato un bel viaggio...
 
"Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell'avere nuovi occhi"
 
M.Proust
 
Pisa 10 Maggio 2017
 
Maestre Sara Ghidelli,Giovanna Vitari,Maria Teresa Milanesi.
 
Maestro Dario Costa.