Alpinismo...

Il valore della cordata

Le classi quinte hanno partecipato anche quest'anno al progetto propiocezione arrampicata. 
Le finalità del progetto riprendono in parte quelle svolte l'anno precedente, raggiungendo traguardi nuovi che sono stati veicolati verso obiettivi più grandi.
Nel nostro percorso abbiamo riabbracciato le emozioni dell'equilibrio specchio della fiducia in se stessi, per arrivare a quella negli altri ed infine al bene comune.
Questo si è sviluppato attraverso attività e uscite didattiche, ma soprattutto attraverso la metafora della cordata realizzata con una tecnica alpinistica detta conserva. 

Per salire nostre cime, che idealmente possono rappresentare i nostri obiettivi, è sempre necessario non solo conoscersi ma anche comprendere al meglio quello che andiamo a fare.

Così proprio come in una vera scalata ci informiamo sul nostro obiettivo. 
Lo sogniamo, lo avviciniamo e lo studiamo in modo da renderlo reale e concreto. Da qui nasce la consapevolezza della realtà, non solo espressa in limiti,ma anche in potenzialità per poterle superare. 

Non è infatti possibile ottenere dei successi senza la consapevolezza delle proprie possibilità in relazione all'obiettivo che diventa fulcro su cui spingere la leva di ciò che possiamo diventare.

Nella metafora dell'ascensione ,questa mancata consapevolezza si traduce spesso in reale pericolo, e, nella vita di tutti giorni,in una pochezza che non fa crescere. 
E allora arriva la cordata che fa percepire Valori più grandi. 
Arriva la tecnica della conserva, che è quella tecnica che consente agli alpinisti di procedere veloci, in sicurezza dettata dalla fiducia riposta nell'altro. È una fiducia guadagnata nel tempo con gesti e parole che diventano silenzi. 

È la progressione più difficile da apprendere e mettere in pratica,perché non si basa tanto su ancoraggi naturali fissi, quanto sulla fiducia nei vari componenti della cordata.
In questo tipo di progressione il legame tra le persone, e quindi il processo di apprendimento, è rappresentato dalla corda. 
Questa deve essere gestita in maniera adeguata perché può essere una grande risorsa quanto legame potenzialmente pericoloso . 
Abbiamo visto come i componenti della cordata siano responsabili della gestione di questo strumento, che idealmente rappresenta la comunicazione (sia verbale che non verbale).

La corda infatti Deve mantenersi tesa per sostenere eventuali imprevisti, per dare la giusta direzione  all'obiettivo, deve passare intorno a punti intermedi per sostenere quell'intelligenza che mira alla cura di tutti.Quindi lucidità e lungimiranza fioriscono dai vari contenuti appresi esprimendosi in quella consapevolezza che chiamiamo competenza.

Abbiamo simulato altre situazioni come quella in cui due componenti della cordata procedevano in direzioni differenti. Il risultato è stata la rappresentazione visiva ed emozionale della realtà:  sì rimane fermi!

Senza condivisione infatti si rischia di rimanere bloccati e sprecare energie esponendosi inutilmente a situazioni critiche, che nella vita di tutti giorni significa non crescere. 
Questa rappresentazione ci ha mostrato come le forze in gioco producano non solo stasi, ma anche movimento inconcludente necessario a compensare la mancata condivisione della meta. 

Per ultimo ma non meno importante abbiamo visto un esempio di responsabilità personale legata al bene comune.  

Se qualche componente della cordata non mette in campo l'impegno e l'attenzione  necessaria,la corda rimane lasca....

In questo caso,la caduta di uno dei componenti genera una forza, uno strattone ,che farà cadere tutta la cordata. 
Questo,proprio come a scuola, ha mostrato in positivo come l'impegno di tutti contribuisca al raggiungimento di risultati condivisi nel rispetto di ogni individualità.

In quel momento Strutturato dove si è simulata la situazione di corda lasca, i bambini, tutti a terra,hanno compreso l'importanza di rialzarsi con occhi nuovi per le scalate di tutti giorni.

La metafora della conserva ci ha mostrato in concreto sul piano orizzontale la veridicità di questi concetti, e ci ha permesso di comprendere l'importanza di essere un gruppo che nelle sue diversità condivide un obiettivo comune.

Un ringraziamento particolare va al CAI sezione di Crema che ci ha aperto la palestra Benelli.

A seguito un breve video dell'esperienza proposta.

Il responsabile del progetto 

Maestro Dario Costa