Spettacolo Natalizio 2016  'La tregua di Natale'

"Bambini quest'anno a Natale parliamo di guerra!"
E calò il silenzio...
Non è facile mettere in piedi uno spettacolo di Natale.
Le storie possono apparire vecchie, i personaggi sempre gli stessi.
Trovare una storia che possa non soltanto allietare ma diventare lavoro didattico educativo su un tema apparentemente così semplice ha regalato una grossa sfida trasformata in opportunità.
Navigare tra decine di trame e film mai del tutto convincenti ha portato quasi per caso alla Storia...
La Nostra Storia.
Un film emerso da una casuale conversazione, bello,intenso purtroppo non per bimbi.
Ma con una morale che solo i bambini sanno sentire da Grandi.
E allora parte tutto un lavoro per fare di questi bimbi dei Grandi.
Il copione non c'è...lo facciamo Noi!
Pensiamo ad ogni bimbo e facciamo un viaggio nel tempo attraverso una Storia che alla primaria non si studia più ma che è vicina nei racconti dei nonni più saggi.
Ricostruiamo le fonti e il periodo storico guardando abiti e immagini su internet.
Riscopriamo materiali come il legno e il metallo delle baionette e una vaga idea di quello che è stata la "Grande Guerra".
Realizziamo armi su fogli da disegno e li incolliamo su cartoncini di oggi, guardiamo sulla cartina geografica i luoghi teatro degli scontri e cerchiamo sul dizionario parole non più abituali ma ricche di significato.
Questa semantica non è a volte facile e allora arrivano linguaggi diversi a supporto della lingua madre.
Arrivano così autori del primo Novecento come Rachmaninov con il suo "Preludio op.3 n.3" e il '"Vocalise op.34 n.14", preceduti da "Libertango" di Piazzolla seguiti da Chopin op.48 n.1 e tanti altri.
I pezzi natalizi si diluiscono in altri come nebbie nella storia di un Natale che a piccoli passi si fa largo battuta dopo battuta.
I ragazzi non più bambini guardano varie emozioni nel tempo e ne fanno lavoro personale fatto di gesti, confronto ma anche di crescita in coreografie che hanno il sapore dell’autonomia ma soprattutto della consapevolezza.
Nel giro storico-geografico di questa storia tocchiamo compositori che erano la radio del tempo....
Bach, Chopin, Ravel e compositori minori che lasciano nelle varie lingue note che ricordano un Natale povero ma ricco di significato.
Infine quel significato cerchiamo di portarlo agli altri e quindi dobbiamo farlo nostro in parole gesti ed espressioni che ci fanno vedere con occhi diversi.
"Ma perché Guerra? È Natale!"
Sì, perché proprio nello stupore di quella guerra senza precedenti il Natale è stato "Colomba" di un messaggio più alto.
Quel Natale del 1914 uomini nemici hanno lasciato le armi riconoscendo per un attimo il loro essere uguali condividendo non solo cibo e parole ma la loro umanità.
E allora questo valore si declina in quelli che oggi si chiamano cittadinanza, inclusione e cooperazione dentro ai quali spendere competenze interdisciplinari necessarie a dare forma a un’idea.
L'idea era mostrare tutto questo.
Le classi quinte hanno lavorato sulla storia, l'hanno resa concreta ma soprattutto l'hanno condivisa con i più piccoli.
Senza la classe prima non ci sarebbe stata la leggerezza della situazione a preludio di contenuti cosi importanti.
Senza il coraggio della terza non ci sarebbe stata una marcia di coro e strumenti degna di una parata.
Senza l'impegno e la serietà delle quarte non ci sarebbe stata l'illusione di attraversare un pochi minuti Germania, Inghilterra e la cultura italiana in un canto semplice come 'Stille Nacht'.
Senza le seconde non ci sarebbero stati dei meravigliosi fiocchi di neve e un "Premier Noel" tanto orgoglioso ad aprire le braccia al momento più importante dello spettacolo...
Senza un bimbo speciale come Mattia sarebbe mancata un'insostituibile parte della morale che volevamo raccontarvi.
Il cuore che racconta l'abbandono delle armi per guardarsi negli occhi, un non verbale che dovrebbe essere sempre stella polare nella Storia...
Infine senza le quinte non ci sarebbe stata quella magia non detta ma vissuta nella collaborazione con gli altri a dimostrazione di piccoli passi nel diventar Grandi.
Grazie a loro e a tutte le altre classi non ci sarebbe stato un finale denso di silenzi importanti per una Storia tanto forte quanto vera...
E se posso aggiungere attuale.
Essere umani dovrebbe sempre essere attuale.
Un John Lennon così non si sente tutti i giorni, non tanto per l'arrangiamento ma per la chiara direzione del significato data da chi l'ha cantato.
È stata davvero una rappresentazione corale di tutta la scuola, dove tutti hanno fatto del loro meglio per aiutare gli altri mostrando agli adulti come non è poi così difficile darsi una mano.
Qualcuno direbbe che si son fatti su le maniche.
Ed è vero perché per far le cose ci vuole sempre impegno.
Questo impegno e la cooperazione tra tutti per un obiettivo comune sono la finalità didattica dello spettacolo svolto...
La Storia, la Musica, la Lingua madre e straniera sono solo corollari imprescindibili di un qualcosa d'innegabile...il Presente.
I grandi di domani sono l'obiettivo della scuola.
Grazie quindi a tutte le maestre per il supporto nelle scenografie e l'apprendimento dei vari testi in lingua inglese,tedesca e francese, mostrando con passione frammenti di una tradizione che racconta non solo la geografia ma anche parte della nostra cultura antica e mai vecchia.
Ma più di tutti grazie ai bambini della scuola che hanno realizzato insieme questo progetto a dimostrazione che la conoscenza dell'altro non può che portare al rispetto reciproco e, nella pratica, alla costruzione.
Per il loro esser stati così Grandi gli applausi non basterebbero mai.
Bravi....
Maestro Dario Costa